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lunedì 26 maggio 2008

ORIA - MEDIEVAL INN -Concorso Musicale Your Sound : mercoledì la quarta tappa

Concorso Musicale Your Sound : mercoledì la quarta tappa
Nella foto i vincitori della 3^ tappa Mercoledì 28 maggio 2008 alle ore 21.00, al The Medieval Inn - Pub di Oria (Brindisi), si terrà la quarta tappa del Concorso Musicale Your Sound.
L'evento, organizzato dall'Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Brindisi, in collaborazione con l'Associazione MusicArte di Mesagne, è rivolto a tutti i gruppi e i cantanti emergenti che concorreranno in categorie separate.
Durante la serata si esibiranno le band Deacaotica, Exentia, Garnet, Killah Instinct e Prove a Distanza; per la categoria cantanti saliranno sul palco Enrica Greco, Francesca Losavio e Giuseppe Lotronto.
Your Sound, giunto alla sua settima edizione e sostenuto dal portale www.piazzavittoria.net, ha quest'anno una formula più spettacolare: il concorso, infatti, è strutturato come un vero e proprio festival itinerante che sta percorrendo diversi paesi della provincia brindisina; l'evento del 28 maggio, infatti, arriva dopo le precedenti tappe tenutesi a Mesagne, Erchie e San Donaci; Your Sound ha visto l'iscrizione di più di 100 band e cantanti, la partecipazione di numerosi spettatori, soprattutto giovani, e di diversi musicisti locali. Attraverso queste quattro tappe live si stanno selezionando gli artisti che si esibiranno, poi, nella finalissima che si terrà nel luglio 2008 a Brindisi.
"L'obiettivo del festival musicale è quello di tenere i riflettori accesi sulla musica del nostro territorio per circa un anno" - afferma l'Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Brindisi Giampietro Rollo - "è un'opportunità che la Provincia di Brindisi vuol dare a tutti gli artisti per esibirsi su un palco importante e magari vincere dei premi che sono delle vere e proprie borse di studio, per complessivi 2.200 euro, messe in palio per incoraggiare i giovani a continuare a fare musica".
Sempre nell'ambito delle iniziative proposte da Your Sound, inoltre, è stato istituito il premio "migliore band della Provincia di Brindisi 2008"; il vincitore sarà decretato tramite i voti raccolti sul sito www.angolo20.com dove ad ogni gruppo sarà dedicato uno spazio nel quale pubblicare la propria musica; i voti ricevuti su internet saranno equilibrati da una giuria di qualità. Il vincitore, oltre ad avere l'importante attestato come miglior gruppo della provincia di Brindisi, accederà di diritto alla finale di Your Sound.
Le iscrizioni per la finale di Your Sound sono ancora aperte e iscriversi è semplicissimo e anche gratuito: basta inviare la richiesta d'iscrizione ed allegare un cd-demo (non necessariamente di alta qualità di registrazione) a "Your Sound, c/o Associazione MusicArte via A. Profilo fu Tomm. n. 20, 72023 Mesagne (Br)", oppure inviare tutto tramite e mail, con allegati i file mp3, a yoursound@libero.it. Per scaricare il bando e la scheda d'iscrizione è possibile collegarsi al sito www.provincia.brindisi.it o sul sito www.angolo20.com; per ricevere ulteriori informazioni è possibile telefonare al 328 0014735 o al 328 0014691 o inviare una e-mail a yoursound@libero.it

Fonte notizia: ww.brundisium.net

L'ANGOLO DEL RACCONTO.......

RACCONTO: SCHERZI DA PRETE
Fino all’età di tredici anni ho vissuto con i miei in un paesino del Salento. Di quel periodo, fra le cose belle e meno belle di quell’ambiente contadino a contatto con persone care ed affettuose, ma nello stesso tempo rudi nei modi e grezze nei sentimenti, ricordo in particolare il rapporto burrascoso che si era instaurato fra me e l’unico parroco del luogo, Don Ermete. Sicuramente la causa di ciò sarà stata che sono sempre stato uno spirito ribelle ed indisciplinato, un discolo, un attaccabrighe insomma. In ogni modo, a pensarci bene, a parte l’età, fra me e Don Ermete vi erano parecchie cose in comune nel carattere. Certamente non poteva essere paragonato a Don Giovanni Bosco e non si lasciava sfuggire occasione per “accarezzarmi” con le sue mani simili a due racchette da tennis. In paese correvano anche delle strane voci sul suo conto, pare che qualche volta abusasse al vino e che non disdegnasse fumare un sigaro Toscano al giorno. E a proposito di sigari ricordo di quella volta che Gennarino, il mio fratello maggiore, incontrò Don Ermete in un tabacchino del paese vicino. Con uno stratagemma riusciva a distrarre il tabaccaio approfittandone per prendere dei sigari esposti sul bancone ed infilarseli nelle maniche della tunica, facendo finta di niente e tenendo le mani giunte all’altezza del mento. Mio fratello, che aveva seguito la scena non visto da Don Ermete, una volta fuori dal tabacchino gli andò dietro e disse "Mi scusi padre, ma lei non è…", fu subito così interrotto: "Si figliolo hai capito bene! Sono Don Ermete e mi faccio pure gli affari miei!!" lanciando con gli occhi sguardi minacciosi che sembravano fulmini e saette a ciel sereno. Egli non si faceva mai passare la mosca sotto il naso ed era pronto a ripagare eventuali torti o scherzi subiti, nel modo tipico del “CHI LA FA L’ASPETTI”. Ricordo di quella volta che per non farsi rubare i fichi fioroni da un bell’esemplare di albero piantato nell’orto della canonica, appese un cartello ad un ramo con la scritta: "DIO VI VEDE". Nel pomeriggio, verso le tre, quando Don Ermete era intento a fare la pennichella andai col mio amico Luigino e feci una vera e propria razzia a quei fichi, che nel dialetto locale vengono indicati col nome di “CULUMMI FRACAZZANI”. Prima di andare via sul cartello con un pennarello aggiungemmo le parole “ E SI FA I FATTI SUOI!”. Nei giorni appresso Don Ermete con noi ragazzi era particolarmente nervoso ed ogni pretesto era buono per rifilarci delle sonore sberle. Dopo un paio di giorni Luigino ed io decidemmo di ritornare all’albero dei “FRACAZZANI”. Trovammo degli splendidi fioroni con una buccia lucida e ricamata che sembravano un’opera d’arte. Mangiammo tanto abbondantemente che ci venne difficile scavalcare il muro di cinta per andare via. Dopo qualche minuto fummo oggetto di forti crampi all’addome che ci provocarono violente scariche di diarrea che durarono fino a sera. L’evento fu tanto forte ed intenso che evacuammo finanche i fichi fioroni mal digeriti. I nostri genitori si preoccuparono molto ma non riuscirono a strapparci alcuna parola compromettente circa il cibo che avevamo ingoiato. Il giorno dopo passando davanti alla chiesa per recarci a scuola, notammo Don Ermete che andava su e giù per il sagrato. Vistici arrivare incrociò le braccia e, giunti nei suoi pressi, si mise a canticchiare: "DIO VEDE E PROVVEDE ED AIUTA A .....LIBERARSI L’INTESTINO DAI PECCATI!". A quel punto capimmo la causa della nostra diarrea: probabili gocce di GUTTALAX o altro lassativo iniettato nei fichi.

Autore: un oritano emigrato.
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INCONTRO COL POETA COSIMO GRECO

domenica 25 maggio 2008

LIBRO "IL CERCHIO DI FUOCO" (I Leoni di Messapia II)

Articolo correlato in questo blog: ==> [W]

ENTRO IL 2013 CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA


ENTRO IL 2013 CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA
Lo ha dichiarato oggi il ministro Scajola. Leggi articolo.

Due i probabili siti in Puglia: Nardò e Manduria.

COSE DEL PASSATO NON TANTO REMOTO

A cosa serviva questo oggetto?

sabato 24 maggio 2008

LA COLOMBA TRADITA

Pubblico qui di seguito la prolusione del Prof. Giuseppe D'Amico al libro LA COLOMBA TRADITA del Dr. Enzo Canale. Articolo correlato in questo blog==>[W].
Il libro è in vendita nelle edicole di Oria.

LA COLOMBA TRADITA

Prima che il Dott. Canale si impegnasse a questa ricerca storica sui simboli presenti nello Stemma civico di Oria, non mi ero mai interessato alla comprensione del loro significato; mi ero solo soffermato alla lettura dei tre distici elegiaci che il Poeta oritano della metà del XVIII secolo, Quinto Mario Corrado Junior, aveva composto a loro spiegazione. Bene ha fatto, perciò, il dott. Canale nel dedicare le sue forze mentali e le sue ore libere da impegni lavorativi, innanzitutto a domandarsi per quale motivo la nostra città si fosse adornata, fin dal Medio Evo, di un tale Stemma e, in secondo luogo, per qual motivo vi compaiano una massiccia Torre situata tra altre due Torri più piccole, due Leoni rampanti posti ai lati esterni e con corona sul capo, un Serpente fuoruscente da una finestra della Torre centrale ed un Volatile che si libra su di esso, ad ali spiegate. Bene ha fatto, dicevo, il dott. Canale perché ha saputo, non solo darci delle risposte storiche esaurienti e pertinenti, ma ci ha dimostrato con questo suo lavoro che anche uno Stemma cittadino o araldico, letto bene, può diventare "fonte di conoscenze storiche." A lettura avvenuta, pertanto, auguro che accada anche a Voi quanto è accaduto a me: provare, cioè, la gioia di aver arricchito la vostra mente di un'altra importante pagina di storia patria e di aver riscaldato il vostro cuore di un più profondo sentimento patrio verso questa gloriosa e antica città. Premesso ciò, ritengo che sia abbastanza idoneo per la comprensione del discorso storico e interpretativo fatto dal dott. Canale che si parta, come lui ha fatto, dal testo di Domenico Albanese "Istoria cronologica dell'Antichità di Oria" dove afferma "che l'Imperatore svevo Federico II aveva voluto apporre accanto ai simboli preesistenti della "Cicogna" e del "Serpente una Rocca, quasi a voler sottolineare la costruzione del Castello che andava erigendo sulla più alta collina oritana." Le precise parole dell'Albanese sono queste: "Dal tempo di Federico II lo Stemma oritano ora si presenta così: "Una Rocca con Campo azzurro con due Leoni coronati nei lati che stanno in piedi e con la bocca aperta con le zampe appoggiandosi alle Torri della Rocca; da una finestra della Torre di mezzo esce il Serpente di color negro che si involge nella Torre, sopra la quale è la Cicogna in atto di divorarlo..." Una uguale descrizione ci viene fornita da Mario Matarrelli Pagano, altro importante storico oritano della seconda metà del '500, nella sua "Raccolta di notizie patrie dell'antica città di Oria nella Messapia" ma con una sostanziale differenza: Al posto della Cicogna il Matarrelli-Pagano ci vede una "COLOMBA." "In un campo azzurro -scrive questi- sopra tre colline verdi sta posta una fortezza seu Castello con tre torri et la di mezzo è la più eminente e dal mezzo di essa torre da una finestra esce un serpe nero che rivolta parte di essa torre et levando la testa in aria vi tiene per testa una colomba bianca, con le ali spase et dall'uno canto e l'altro stanno due leoni fulvi rampanti per dritto alzati sopra l’un e l'altro lato de le dette due estreme torri poste sopra due estreme colline et detti leoni con una zampa elevata tengono la bocca aperta et la lingua da fora et ognuno di detti leoni la corona in testa.." Ad entrambe queste descrizioni si è ispirato il poeta Quinto Mario Corrado Junior della metà del '700, versificando le immagini presenti nello Stemma in ritmi elegiaci e con parole sobrie e appropriate: Serpens et Castrum pia Avis binique Leones Sunt Urbis huius stemmata digna nimis! Est prudens Serpens, Patriaeque Cìconia nutrix Ac Urbis custos fortis et ipse Leo. Uria, quam Cretes struerunt aequore pulsi His gaudens signis moenia tuta fovet." (Traduzione: Un serpente, una Rocca e due Leoni ai lati formano lo Stemma assai glorioso di questa Città! Il Serpente vuol dire "prudenza", la Cicogna vuol dire "nutrimento" della Patria e lo stesso Leone vuol dire "guardia e fortezza della città. Oria, che i Cretesi edificarono, sbattuti dalla tempesta sul mare, compiacendosi di queste insegne, rende le sue mura sicure). Il Corrado, seguendo l'Albanese, parla, dunque, di una Cicogna e non di una Colomba, aggiungendo, tuttavia, nell'ultimo distico la notizia presa dal grande storico greco, Erodoto di Alicarnasso, secondo il quale "la città di Oria fu fondata dai Cretesi, naufraghi sulle coste ioniche. "Sic stantibus rebus", delle due l'una: O dobbiamo rifiutare il testo erodoteo secondo il quale Oria è una città minoico- micenea e questo non è possibile perché ampiamente documentata dai testi storici antichi e dai reperti archeologici oppure dobbiamo rifiutare di considerare "Cicogna" "la pia avis" dello stemma oritano. Non c'è scampo! Delle due l'una.' E l'Autore rifiuta a chiare lettere che la "pia avis" sia la Cicogna.. .motivando ciò, non solo con la considerazione di base che nella ICONOGRAFIA minoico-micenea è sempre presente tra i volatili la "Colomba" e non la "Cicogna" ma anche con una pertinente e interessante serie di osservazioni storiche. Da qui il titolo che l'Autore ha voluto dare alla sua opera: La Colomba tradita! Da qui le risposte chiare e precise, positivamente confortate dalla tradizione letteraria, dall'archeologia e, perfino, dalla mitologia (dal momento che questa ha avuto sempre un gran peso nella formazione culturale del popolo, nella educazione morale dei cittadini e nel loro credo religioso.) Forte di queste premesse, l'Autore sembra un fiume in piena perché si getta con impeto e con decisione all’interpretazione dei simboli dello Stemma oritano, tutti collegati tra loro e, lo rimarco ancora, tutti pertinenti circa la fondazione della città da parte dei Minoco-Micenei! E l'Autore inizia l'analisi, col dire che "le tre Torri tondeggianti che vogliono significare una Città turrita, una Città dove c'è una Rocca o una Acropoli, sono indicate nei "Signa" o nei "Labari" di epoca romana e medievale, mentre in epoca preclassica e, dunque, minoìco-micenea, erano indicate da una "Colonna" sia nel significato simbolico di "Divinità" sia in quello più ovvio di "Palazzo reale", sede del Basileus, dell'Anax, del Sovrano, che in epoca omerica era, pur sempre, un discendente di Giove. E appunto una "Colonna mozza" marmorea fu trovata incastonata nel muragliene tufaceo, spesso oltre venti metri, durante i lavori di abbattimento del PORTARIO, attraverso la quale si entrava nell'Acropoli oritana, vista dall'Errico, altro storico oritano degli inizi del XX secolo, durante i lavori di abbattimento, accostabile alle tante Cittadelle micenee, come quelle di Tirinto, di Argo e di Micene. "Quale compito aveva quella "COLONNA" là inserita nel muraglione del Portano -si è chiesto subito il dott. Canale?" 1) La risposta è venuta fuori, osservando la presenza delle Colonne e dei Cippi nella ICONOGRAFIA RELIGIOSA minoico-micenea e in particolar modo nei SANTUARI, pure questi di epoca minoico-micenea, rinvenuti in questa nostra terra: LA JAPIGIA, ponte naturale con l'Oriente, data la vicinanza delle coste, come in quello di Punta Ristola (presso Santa Maria di Leuca) o in quello di Scala di furnu (presso Porto Cesareo), venerati da quegli antichi popoli Micenei come "anatemi" o come "simulacri aniconici" dedicati a "Batàs" una divinità messapica identificata, poi, con ZEUS KATABATE (Zeus fulminatore!)" E proprio a Zeus Katabate fu dedicato, come racconta Ateneo, un nuovo culto per placare lo sdegno divino e la diffusione della pestilenza in Taranto in quanto i suoi soldati, saccheggiando Karbinia, avevano atterrato e bruciato anche i templi degli Dei. 2) Per quanto riguarda la "pia avis" o "pio volatile" presente nello Stemma cittadino, il nostro Autore, allontanandosi dall'Albanese e dal Corrado, si dice sicuro che si tratti di una "Colomba" e non di una Cicogna e lo sostiene, ripeto, con una ricchezza di osservazioni iconografiche e di analisi critica davvero inesauribili. Il Canale, infatti, nell'affermare ciò, tiene presente la monetazione messapica oritana dove la figura predominante impressa dal conio è una "Colomba", quasi una specie di collegamento cultuale in onore della "DEA MADRE" che è, come sappiamo tutti, una divinità prettamente cretese ed affine alle altre Divinità femminili dalla Fenicia all’Etruria. Si veda, ad esempio, la "Statuetta etrusca del Museo di Cortona, si vedano le COPPE e i CRATERI messapici dello stile di Gnatya, la "Coppa delle Colombe" di Micene, il Vaso rituale di terra attribuibile al Minoico antico e noto come "LA TAZZA DI NESTORE". Alla monetazione e alle raffigurazioni fittili l'Autore aggiunge, quasi non bastasse, le numerose "Statuine e sigilli raffiguranti la Dea Madre, detta anche "Signora delle fiere" perché circondata, oltre che da serpenti e leoni, in particolar modo da colombe, giammai da cicogne. 3) Per quanto riguarda i Leoni incoronati dello Stemma oritano l'Autore si rifa ai "DUE LEONI" che, alti tre metri, si innalzano al di sopra del possente architrave dell'ingresso principale dell'Acropoli di Micene, precisa conferma, a suo dire, delle notizie erodotee riguardanti la fondazione minoico-micenea di Oria. E sì che la simbologia dei due Leoni dello Stemma oritano e la "Colonna" presente nell'imponente costruzione del PORTARIO ci sembrano elementi conformi alla costruzione della PORTA di accesso all'Acropoli micenea! Tra i due Leoni, emblema del potere dato ai Re da Zeus, osserva Canale (confortato dalle conclusioni cui sono pervenuti gli studiosi MYLONAS e JAKOVIDIS), proprio al centro della composizione architettonica si innalza una "COLONNA" che poggia sugli altari e che sorregge sul capitello una trabeazione che vuoi essere, secondo i sunnominati Studiosi, il soffitto di un edificio, "il soffitto, cioè, di un Palazzo fortificato, il soffitto cioè del PALAZZO DEI RE MICENEI.” E mi piace sottolineare che allo stesso modo di Micene, anche la nostra città di Oria, rifacendoci ad Erodoto, è stata "metropoli" e "metropoli" nel vero senso della parola: "Madre di popoli, madre, cioè, di altre città" e dunque sede del potere regale, tant'è che al tempo di STRABONE, il grande Geografo greco vissuto nel Primo secolo d. C., vi era ancora in piedi sull'Acropoli oritana il PALAZZO dei Sovrani messapici! 4) Anche la presenza del serpente che vediamo nello Stemma oritano ci riconduce alla figura della DEA MADRE. Questa, infatti, dovendo scendere nell'ADE per accompagnare la figlia PERSEFONE sulla superficie terrestre, era per i Minonici-Micenei pur essa una divinità ipogea a cui era demandato il compito di fertilizzare la terra e di difenderla dalle catastrofi sismiche. E il serpente ne era il simbolo magico, "il genius" custode dei tesori nascosti sotto terra e a cui era collegato il mistero di ERETTEO o ERITTONIO, raffigurato nella iconografia religiosa greca, appunto, da un "serpente." Il serpente, presente nello Stemma oritano non è, pertanto, un simbolo di offesa o di ostilità, quasi che voglia contrastare il volo protettivo della "Colomba" che si libra sul suo capo ma un simbolo di difesa e di protezione della città. Esso è il "genius" della città di Qria ed ha lo stesso compito che ha avuto ERETTEO, il Dio-serpente in ATENE per il quale gli Ateniesi edificarono un TEMPIO, appunto l’Eretteo, e la Colomba è la rappresentazione della DEA MADRE che aleggia e difende la città e alla quale gli Ontani innalzarono devotamente templi e santuari, testimoniati dalle numerose "Iscrizioni messapiche" dove la DEA è detta "DAMATIRA" accostabile al greco "DEMETER", appunto "LA DEA MADRE" come in TABARA DAMATRIAS di IM 3.27, DAMATRAS PRESPOLIS di IM 14. 111, GRAHIS DAMATRIA di IM 9. 14 e dalla presenza in Oria di un importante Santuario, rinvenuto su un costone di Monte Papalucio, dove si venerava la DEA PERSEFONE, la figlia, cioè, di DEMETRA, la figlia, insemina, della DEA MADRE. Alla conclusione di questa mia prolusione, sperando di non essere stato prolisso e di non avervi annoiato, mi corre l'obbligo di ringraziare il carissimo Autore per questa sua interessante ricerca storica sullo Stemma cittadino. Sono convinto, carissimo Enzo, che d'ora in poi, per merito tuo, quando vedremo passare in corteo per le vie cittadine lo stendardo con l'impressione dello stemma cittadino, il nostro cuore si allargherà di maggiore entusiasmo e di maggiore amore patrio perché consapevoli che in mezzo a Noi, assiepati lungo i bordi delle vie cittadine, sta passando "la storia", appunto, la "storia di Oria.".
Oria, 02 aprile 2008. Prof. Giuseppe D'Amico

OMELIE DOMENICALI DI PAPA GALEAZZO

"MO LA CACCIA...!"

-Figliuoli! - tuonava un giorno Papa Galeazzo dal pergamo, recitando l'omelia domenicale. -Perché tanti peccati? Qual è mai la causa dell'ira celeste, che come nembo sinistro si addensa sul nostro capo? Tutto questo per un pezzettino di carne! Sì, per un pezzettino! Per un pezzettino di carne gli omicidi, le vane vendette, i tradimenti! Per un pezzettino di carne i peccati di falso, di lussuria; per tal pezzettino!...Volete vederlo? Sì, io ve lo mostrerò! Esso non ha osso e rompe l'osso; esso è lungo, sottile e pungente come un ago; è la parte più scostumata, più sozza del corpo umano! Volete constatare la verità? Io ve lo voglio mostrare! E’ il demonio in persona, figliuoli, eccolo, guardatelo!...-

Un movimento convulso, intanto, aveva invaso l'uditorio, che aveva frainteso l'allusione dell'Arciprete; le donnicciuole, scandalizzate, si agitavano e, quando intesero che l'Arciprete insisteva di mostrare davvero il tanto famoso pezzettino di carne, chiudendo gli occhi per non vedere, inorridite, gridarono a coro: mo lo caccia!

E Papa Galeazzo la cacciò col fatto, la lingua, fra lo stupore generale, conchiudendo come quel pezzettino di carne, sede della maldicenza era la causa di tutti i mali. All'uscita della chiesa, molti furono i commenti e le donne serbarono per gran tempo l'ostentato timore, immaginando chi sa quale cosa di grave avrebbero dovuto vedere dell'Arciprete!

Tratta dal libro "Il breviario di Papa Galeazzo" Congedo Editore

venerdì 23 maggio 2008

Napoli, una volta la capitale di... Oria

Comincio la collaborazione con un post che potrà sembrare non pertinente col blog, decidete voi.

Problema: chi governa il territorio?Sub-problema: quale tipo di popolazione abita il territorio? A Napoli e in Campania si sono verificati degli episodi che eufemisticamente si possono definire di mancata convivenza civile: la camorra ha sgomberato, tra gli applausi del pubblico, i campi nomadi alla periferia di Napoli usando il fuoco come per la spazzatura. Credo che avvenimenti di questa portata non possono essere spiegati unicamente con la presenza sul territorio di una organizzazione criminale. Penso che occorra esaminare bene anche il contesto sociale in cui questa organizzazione prospera e domina. Forse è quello che voleva fare il Presidente del Consiglio tenendo a Napoli la sua prima riunione operativa a Napoli.

Grazie a Franco che mi ha dato l'occasione d'iniziare a "lavorare" anche su questa piattaforma.
Ecco un esempio: http://argutoignorante.blogspot.com/2008/05/riceviamo-dal-comitato-pro-cappuccini.html

COSE NASCOSTE NELLA NOSTRA ORIA


Carissimo Franco, ed utenti del blog. sapete dirmi cos'è e dove si trova?
Mino

giovedì 22 maggio 2008

AMARCORD (a cura di CARTOON)

“ L’angolo di….

Qualche giorno addietro ho incontrato un amico (immaginario) che manca da Oria dall’inizio dei primi anni ottanta e ci siamo incamminati tra le strade del centro storico per scambiarci due chiacchiere, abbandonandoci in un amarcord dei tempi passati, soffermandoci a fare un confronto tra la Oria degli anni ’80 e la (dura) realtà odierna .

Bene questo mio amico ricorda il giorno che partì per Brindisi dove doveva prendere la coincidenza che l’avrebbe portato via da Oria ed era arrivato alla stazione con la corriera della Fa.de.ma.fa. guidata da Giacobbi.

Comprò il biglietto, quel rettangolino di cartone stampigliato di blu, uscì sul piazzale e nell’attesa cercava di contare i pesciolini rossi che c’erano nella vasca alla sinistra della stazione, dove c’era anche una statua della Madonna.

La campanellina che insistente annunciava dieci minuti prima l’arrivo del treno, il capostazione che manovrava le leve per abbassare il passaggio a livello e l’altoparlante che gracchiava ”Oria, stazione di Oria”, lo richiamarono alla dura realtà e dopo aver dato un ultimo sguardo in direzione del castello, salì in carrozza con la valigia in similpelle marrò, rinforzata con lo spago, e partì verso il suo destino .

Il destino e il tempo, come detto, lo hanno riportato a Oria .

Arrivato alla stazione con il suo trolley firmato, su uno di quei vagoni riciclati, pieni di graffiti, sporchi e squallidi, si è trovato grate, cancelli e lucchetti che impediscono l’accesso alla sala d’attesa .

Dei pesciolini rossi, della Madonna, del campanello, del capostazione, del passaggio a livello, la Fa.de.ma.fa neanche l’ombra : niente era come prima tanto d’aver pensato di aver sbagliato fermata, ma gli è bastato alzare gli occhi, guardare le torri del Castello, e seppur perplesso, ha preso la navetta (oggi si chiama così) della Miccolis.

Arrivati sul piazzale del vecchio Municipio l’ho sentito esclamare “ma è proprio vero che San Barsanofio è amante dei forestieri, prima c’era la Banca d’America, quella di don Mimino Calò, mò ci sta la Deutsch Bank. Sempre forestieri sono”.

Ha voluto entrare nella sala di Palazzo Martini, dove un tempo si svolgevano epici Consigli Comunali.

Abbiamo chiuso gli occhi e sentivamo rimbombare la voce stridula di Franchino Di Bella, rivisto la sagoma imponente di Manuele Pipino, il profilo longilineo di Pippi Carbone, il maestro Albino Delli Santi, che sornione, iniziava i suoi interventi con ”..si dice che…” e l’avv. Mimino Iacovazzi, da vero principe del foro, iniziava con “..sarò breve…” (sì….. mò nah!), e la figura minuta di Attilio Ardito, piccolo ma raskignu, l’infuocato Mimino Moretto, Nofiucciu Asciano, monaco al Torneo, monaco in consiglio,….

Bei tempi! Era gente che viveva nelle sezioni, forse qualcuno litigava con la grammatica, ma diceva quel che pensava, credeva in quel che pensava. Tutta gente divisa dall’ideologia, ma animati dalle idee! Mentre ci assalivano questi ricordi, siamo arrivati al nuovo Comune, lì dove sorgeva il Campo Sportivo, che aveva visto le gesta sportive di Puricinu, Franco Borghese, le parate di Pino Carucci, dove si entrava, anche allora da portoghesi, al torneo e ..invece oggi fa bella mostra di sé un edificio che più brutto non si può. Fortuna ....o sfortuna, ha voluto che fosse in corso un Consiglio Comunale .

Non vi dico l’espressione del mio amico, (sempre quello dell’inizio, quello immaginario).

E’ rimasto colpito dal numero dei cittadini presenti.

Tre! Io, il mio amico immaginario e....Franco Arpa (mazzu na coccia!)

Da buon Cicerone, ho spiegato il curricula vitae di ogni consigliere, spiegandogli, per ciascun consigliere appartenenza lobbistica, pardoon, politica, professione, grado di istruzione, atti amministrativi.

“Laureati, diplomati, impiegati, sindacalisti, guardie di finanza, mummie (nel senso che non intervengono mai), “Beh.... Oria è ben rappresentata” ha esclamato il mio amico immaginario.

Solo che, sempre per la fortuna o la sfortuna di cui sopra, non ha capito come funziona il consiglio Comunale di Oria: la maggioranza che fa l’opposizione alla maggioranza, la minoranza che non fa l’opposizione alla maggioranza. Mah…..


(continua…)

….Cartoon “

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Come avrete forse notato non solo in questo blog, ma anche in altri siti, blog e forum gestiti da oritani, non è più possibile inserire commenti da ANONIMI. E' facile capire anche i motivi. Su suggerimento di qualche lettore ho deciso di creare una lista di cosiddetti AUTORI (MEMBRI) , i quali vengono da me autorizzati a scrivere articoli (post) e inserire commenti, nonché pubblicare contestualmente (senza che sia io a concedere il permesso così come avviene ora). E' ovvio che si può utilizzare uno pseudonimo, ma io devo sapere la reale identità del soggetto, il quale per potersi registrare deve ricevere da me una specifica mail di invito generata automaticamente dal sistema.
Possono registrarsi con queste caratteristiche fino a 100 lettori, i quali formerebbero in pratica una vera community. Hanno già aderito: sergioardito, Mino, Oritano, Marcella, Angelo Antonini, cartoon, Lorenzo Pasquini, Andrea Ferretti, Egidio Conte, alessio, smemorato e massimiliano. Chi intende unirsi a questi dieci è pregato inviarmi una mail da un indirizzo mail con username non di fantasia e fornirmi una possibilità di riscontrare la veridicità del contenuto. Successivamente io invierò loro l'invito a registrarsi. Il sistema è semplice e funziona benissimo. Coloro i quali invece vogliono rimanere completamente anonimi possono continuare ad inserire commenti nella sezione DICO LA MIA. In tal caso la pubblicazione del commento avverrà solo a seguito di mia autorizzazione, dopo aver visionato. Grazie per la collaborazione.

mercoledì 21 maggio 2008

BUON SANGUE NON MENTE !!! DONIAMOLO

A ORIA MANCANO I BAGNI PUBBLICI



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Caro Franco,
ti devo raccontare una brutta cosa che mi è capitata stamattina. Oggi come tu sai, è mercoledì, giorno di mercato settimanale. Mi sono recato fra le bancarelle per comprare un berretto che potrà servirmi in campagna per ripararmi dal sole. Nel mentre camminavo ho sentito dei forti dolori all'addome che mi hanno fatto capire subito che dovevo evacuare. Dire evacuare è poco, perché mi è venuto un vero e proprio attacco di diarrea. Ho cercato di mantenere la calma e mi sono diretto con passo svelto verso laddove una volta sapevo che c'erano i gabinetti pubblici. Macché.... chiusi, o meglio inutilizzabili. Il tempo di guardarmi intorno e mi sono riempito ..... le mutande. Ti lascio immaginare la rabbia, lo sconcerto, il panico, l'imbarazzo, la vergogna....... Ometto di raccontare il seguito. Ti racconto però che dopo ho saputo che avrei dovuto servirmi di quella cabina blu installata all'ingresso del vialetto che porta al retro delle Poste. Mi è stato detto che quell'oggetto blu si chiama "
Bagno mobile ecologico a funzionamento chimico". Ma io come facevo a sapere.... non c'era scritto niente, non avevo visto mai qualcosa simile e sinceramente messo lì, vicino alle bancarelle, lascia pensare che trattasi di uno sgabuzzino-accessorio del mercato, da utilizzare se i clienti devono provarsi pantaloni, gonne, etc.
Io non auguro che venga la stessa diarrea ai responsabili di tutto questo, dico solo ai cittadini oritani che pare che quel
"Bagno mobile ecologico a funzionamento chimico" viene a costare circa 200 Euro ogni mercoledì; che non vi è un solo gabinetto pubblico funzionante in tutta Oria e che il nostro caro Sindaco sta spendendo VENTIMILA Euro per la Fiera di San Cosimo. Non aggiungo altro.
Saluti a tutti.
Firmato. SIRRATINA. 21 maggio 2008

martedì 20 maggio 2008

ENNESIMO CONSIGLIO COMUNALE A VUOTO

ANCHE QUESTA SERA CONSIGLIO COMUNALE LOFFIO
Per l'ennesima volta non è stato deciso alcunché. Ed è ormai la terza volta consecutiva. Questa sera si doveva discutere ed approvare il Regolamento Comunale per la gestione delle sponsorizzazioni (argomento già rinviato altre due volte) nonché una richiesta della società Prefabbricati Pugliesi di ampliare un capannone in deroga al Piano di Fabbricazione Comunale. Sarebbe un pò lunghetto spiegare i motivi del rinvio di detti argomenti. Una cosa è certa non si offre uno spettacolo decoroso ai pochi cittadini che assistono nell'aula consiliare. E Totò direbbe: E IO PAGO!!!! A questo punto viene da chiedersi: riusciranno i nostri consiglieri comunali a votare il bilancio di previsione nei termini previsti (31 maggio prossimo)?
Oria 20 maggio 2008

RONDO' IN FIORE


QUANT'E' BELLA LA NATURA.

lunedì 19 maggio 2008

LOTTA AI PORTOGHESI A BORDO DEGLI AUTOBUS STP

STP. CONTROLLI SULLE LINEE EXTRAURBANE. 27 MULTE

La società Trasporti Pubblici di Brindisi è impegnata, con una serie di iniziative mirate, a realizzare interventi per contenere il fenomeno della evasione del pagamento del titolo di viaggio. Stamattina, dodici addetti all’esercizio, coordinati dal capo unità organizzativa Luigi Pasimeni, hanno effettuato controlli a bordo di venti autobus utilizzati dall’azienda sulle linee extraurbane. In particolare, il possesso del titolo di viaggio è stato richiesto ai passeggeri provenienti da diversi Comuni della provincia di Brindisi e diretti allo stabilimento Ilva di Taranto. Sono state elevate 18 contravvenzioni. Ulteriori controlli sono stati effettuati sugli autobus adibiti al trasporto alunni provenienti da Villa Castelli, Francavilla Fontana ed Oria e diretti a Brindisi. In questo caso le multe sono state nove. Altri addetti della STP hanno effettuato una verifica anche sugli autobus della linea Mesagne – Brindisi, elevando quattro contravvenzioni. La direzione di esercizio dell’azienda precisa che ulteriori controlli saranno effettuati in diverse fasce orarie ed in maniera periodica. 19/05/2008

Fonte notizia: WW.BRINDISITG24.IT

CALA CALA LA CAPPA MAGNA......

Oggi voglio raccontarvi un "culacchio" di altri tempi. Da piccolo sentivo raccontare che un tempo nel centro storico gli abitanti vicino alle proprie case avevano le gabbie con dentro polli e galline per il fabbisogno della famiglia. In occasione di un'importante ricorrenza religiosa una sera passò per le vie cittadine la processione composta da tutti i sacerdoti del paese, vescovo in testa, tutti vestiti in "alta uniforme", il cosiddetto CAPITOLO insomma. Come ben sappiamo a quei tempi i canti erano in latino e ad un certo punto qualche orecchio fino di attento osservatore, sentì intonare qualcosa di strano: "CALA CALA LA CAPPA MAGNAAAAAAAA, CA CI NO TI PARI LU CINFI CIANFIIIIIIIIIII !!!!" ed un altro sacerdote che rispose: "HA FATTU BBUENU C'HA PARLATU LU LATINUUUUUU, CUSSI' NO TI CAPESCI LU CUNTADINUUUUUUUU !!!!! Il giorno successivo ecco svelato il mistero: ad una famiglia mancava un pollo, nu iadduzzu insomma.

Qualche buontempone di arciprete aveva acchiappato il pollo e lo aveva nascosto sotto la propria CAPPA MAGNA (mantellina) per farlo scaldare (???) o per fargli compagnia a tavola il giorno dopo. Evidentemente qualcosa del pennuto bipede fuoriusciva ed il prelato che seguiva, vista la scena, con prontezza di riflessi, richiamò l'attenzione del compagno intonando quel CALA CALA..........
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Articolo correlato in queto blog: ==> [W]

sabato 17 maggio 2008

ARCHEOCLUBITALIA - CAMPAGNA TESSERAMENTO 2008

Il modulo per la domanda può essere scaricato ==> qui
Le domande, con allegata la ricevuta del versamento effettuato, vanno indirizzate a:

Archeoclub d’Italia - Ufficio Tesseramento

Via Nomentana, 263 • 00161 • Roma

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ARTICOLO 5 dello Statuto dell'Associazione
Modalità di associazione e requisiti
1. E’ ammesso alla qualifica di socio chi ne faccia domanda accettando lo Statuto ed il Regolamento di esecuzione dell'Archeoclub d'Italia e sia disposto a pagare la quota sociale annuale stabilita per la categoria di appartenenza.
2. La domanda di associazione è presentata direttamente alla sede centrale e si intende accolta ove il Comitato Direttivo dell'Archeoclub d'Italia non la respinga con provvedimento motivato entro tre mesi.
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N.B.: lo Statuto può essere scaricato dal sito web www.archeoclubitalia.org.
Chi ha necessità di visionare anche il Regolamento di Esecuzione può rivolgersi al gestore di questo blog, Fr. Arpa, socio ordinario ArcheoclubItalia.

venerdì 16 maggio 2008

SITO ARCHEOLOGICO DI VIA ERODOTO IN CONTINUO DEGRADO

Questa foto evidenzia in parte lo stato di abbandono del sito archeologico di Via Erodoto, nei pressi del palazzo di città. Il degrado aumenta sempre più..... il cancello è ormai aperto.... può entrare chiunque ed asportare materiale (cosa che pare è già avvenuta). Io penso che tutti noi abbiamo il dovere civico di fare qualcosa per fermare questo sfacelo, questa incuria.

Francesco (detto Franco Arpa) Copyright © - Tutti i diritti riservati.